[Poesie di Luca Necciai]
TIEN (schegge da una piazza)
Il vento
su quel calice rovesciato
seminò
polveri di castelli
cullati dal respiro sommesso
di ulivi sperduti
Lassù
fra ciottoli impregnati
da sudore e ricordi
di profumi di glicini antenati
all'ombra
dei santi e del tempo
la luna è più luna
Eppure
dalle mani
ossute e protese della piazza
scivolano indifferenti
granelli di vita
E
si fanno rotolare
giù sino al formicaio
che ormai ha zittito
stalle e granoturchi
e viti imbevute d'aceto
Dove braccia guidano auto
fino ai cancelli di fabbriche
dove auto guidano braccia
E sperduto
il mito s'accende
solamente negli occhi
di chi del borgo
ha le ossa tarlate
Dal silenzio
che ora odi pulsare
fra i rintocchi
stanchi di campanile
E che non è
pace
ma rispetto ossequioso
d'agonie
di morte
LA BREZZA DEL TEMPO
Se senti
la ragnatela urlare
d'appuntamenti mancati
O piangere una candela al buio,
fai deserto:
è la brezza del tempo!
L'affannoso respiro della polvere,
il profumo del lamento "Ti ho amato"
o una pozzanghera allegra...
E' la brezza del tempo
e s'intesse d'ombre
lievi e regolari
lievi
e regolari
[versione multimediale: QUI]
OEDIPUS
L'immagine suono
che riaccende lo sguardo
è tornata.
Il dolce fuggire
di pieghe a singhiozzo
nell'ora di coscenza
si staglia.
E il desiderio affranto
di atti mancati
rincorre,
ora piano ora forte
la latenza di fuoco.
Io, stanco
vorrei dormire...
(_senza titolo_)
Vorrei avere
parole di cristallo
soavi e delicate
e soffici bolle di sapone
per portarle ad ogni cuore
Vorrei avere
sguardi d'ape
leggeri e mielosi
e cucchiaini d'oro
da porgere ad ogni bocca
Vorrei avere
caramelle di fantasia
polveri d'ali di farfalla
e braccia di panna
per stringervi tutti dolcemente a me
Invece urlo.
Mi cibo di locuste,
mi vesto di pelli di cammello
e urlo.
Chi viene dal deserto
questo e altro
deve fare...
DIEU MON DIEU
Doux
Impôt
Enlacement
Universel
Merveille
Ourdie
Naïve
Désir
Intarissable
Exigence
Unique
...