SANTO STEFANO
Fuori da qui
è grigio il mondo,
da tutte le finestre
gocciolano divine lacrime,
mentre nonni escono
da bettole con ricordi, rimpianti,
rimorsi, non sappiamo
quale mèta li attende
oltre piccoli ponti,
stradine, sentieri.
Si consumano le magiche feste
più lente nei sogni.
Le perdute nevi già sciolte ora
stanno nelle cartoline
dei sensibili cervelli,
pochi dal fondo salgono
fino alla cima dei valori
e fa ribrezzo la zona fetida
dell’umanità privata del cuore.
OLTRE LE FOSCHIE
Oltre le foschie
parlavano i cigni
dando a tutte le sorti
un solo valore
riempiendo il baule
di finti certificati di morte.
Ma il tempo vola
scardina serrature
scopre scheletri dimenticati
annuncia il bilancio
delle indifferenze
e smuove
dalle mobili sabbie
gli incatenati
della civiltà.
La soglia attende
annunciando il passaggio
dei nuovi padroni
del futuro.
CACCIATORI DI SOGNI
Viaggiano
per terre disperse
i cacciatori di sogni
disperati
nei tramonti
perché nessuno
li aspetta…
CRATERI
Crateri nel legno
al microscopio
tarli grigi
tabacco, foglia
scollata in umida
esitazione di freddo
fra natura
artigianato e fabbriche
ancora una notte
cruda di pance vuote
e reumatismi fedeli
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RUMORE EVIDENTE
( poesia ermetica )
1
Indossare spigliatezze
disfare piano la matassa
sembra martedì
2
sera vittoriosa
nel teatro vuoto
pane cotto sul tavolo
buio dal soffitto arabescato
3
Non senti
il calore della stufa
arancio l’opaca
giostra asciutta
4
macro situazioni
precisi dispiaceri
hanno fatto giustizia
eliminando gli esterni
le trappole le gallerie del
CHE TITOLO
DI STUDIO HAI
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| il risveglio 11/5/2001 ILRISVEGLIO La sveglia che suona Il sogno è finito Riapri quegli occhi La luce ti acceca E non puoi Tenti Ritenti Finchè il sogno Non abbandona Del tutto La tua mente E i tuoi occhi Ora puoi aprirli Puoi spalancarli Il sole ti bacia Non è più il tuo nemico 11/5/2001 ILRISVEGLIO La sveglia che suona Il sogno è finito Riapri quegli occhi La luce ti acceca E non puoi Tenti Ritenti Finchè il sogno Non abbandona Del tutto La tua mente E i tuoi occhi Ora puoi aprirli Puoi spalancarli Il sole ti bacia Non è più il tuo nemico | marina | venerdì 28 dicembre 2001 - 19.01.17 |
| L'epilogo Affronterò l'epilogo. Ho amato con tutta la mia forza, ho ricevuto in cambio niente. Da sola ho lottato per averti, tu per allontanarmi, tornare indietro ed eliminarmi. Adesso ti aspetti lo stesso amore dopo averlo spento con un soffio. No, non aspettarmi più, fprse starò ancora affianco a te, per poco, mentre tu guardi altrove. | gigia | sabato 27 aprile 2002 - 16.52.10 |
| Per te... Scriverò di te mio forte amore griderò al mondo la tua saggezza così che tu possa risvegliare le anime inermi di coloro che non ti conoscono. Ti sorveglierò perchè non ti siano ostili menzogne e follie saprò lasciarti governare sul mio cuore incauto e comanderesti il tempo poichè è il tempo a morire e tu ne prenderesti l'eternità. Eternamente vivi dentro me ed eternamente vivrai nei sogni di coloro che hanno potuto sfiorare la tua immensità." | daniela | domenica 23 giugno 2002 - 21.16.07 |
| RE A VOLTE LA MORTE MI GUARDA IN FACCIA E MI DOMANDA COSA MI SPINGANO LE MIE RADICI A FARSI CIELO E TERRA IO GLI RISPONDO CHE IN ME C'è UNA FORZA PIENA DI GLORIA CHE COME UN BAMBINO MI DICE TI AMO | KIARA | venerdì 25 ottobre 2002 - 17.52.31 |
| pensieri... stasera la luna annoiata non smbra curarsi gran che del mondo la osservo, da questo amgolo remoto, di verde, mentre una voce risuona lontano perduta nei mari del NULLA | giorgia | giovedì 10 ottobre 2002 - 17.50.43 |
| Ho liberato i miei scritti Ho scritto sulla carta quello che in cuore sento... ma l'ho letto soltanto senza mostrarlo mai; oggi ho spedito tutto ..al vento... l'ho donato.... e il vento ha sussurato : " apri il tuo cuore e vai....! | brunella d'angelo | giovedì 21 novembre 2002 - 16.20.07 |
| Lacrime color FIAT E noi siamo qui, davanti ad un drago dalle fauci serrate, che divorava operai e oggi sputa dolore, cravatte d’amianto su facce cromate torniscono frasi di circostanza. E noi siamo qui, senza passato e senza presente, davanti a cancelli chiusi come il nostro futuro. | Eandi Ermanno | domenica 24 novembre 2002 - 12.56.50 |
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| Attimi del Ritrovarsi ATTIMI DEL RITROVARSI 18.12.88 Dopo una mattina trasparente ecco una bianca nottata. È una distesa candida di purezze. Ci pensavo, sai ? Tempo fa. Alle mie speranze esaudite a quelle impensabili d’adesso. Dodici mesi nel pensiero di te di Voi di noi. Il tempo vola basso senza la tua essenza. Aria. Fresca luminosa di tenebre riflesse aria che sei fra due stelle, due luci adesso. Come allora. Quante ne avrò contate. Torna. Torna un eterno attimo lucente come una veduta di mesi fa. Splendente come un comune ricordo. Torneranno ricordi futuri. Che calma… …e non la si può misurare. Molte ne sentiremo a due voci. Quando non sarò solo a contare le luci sul tuo cammino quando non mi lascerai più solo nonostante lacrime di coraggio. E ti ci porterò, al mio panorama. | Pierpaolo Pedicini | venerdì 6 dicembre 2002 - 20.26.47 |
| Dedicato lle sofferenze nel mondo 11 settembre Rabbia, tristezza Odio a colui Che uccide. Dall’alto dei cieli, arriva il terrore con sofferenza e dolore. Mai tanto orrore, i miei occhi avevano visto prima di tale giorno. Oh! Dio, se anche tu hai visto ciò che è accaduto, dona sollievo alle sofferenze delle tante persone che soffrono per la straziante perdita dei loro cari. Pace, armonia E serenità infondi All’uomo cha da tempo Ormai hanno dimenticato Cosa sia il sorriso. Andreas | Andreas | mercoledì 18 settembre 2002 - 19.19.43 |
| ... Quante volte finito il temporale ho visto lombrichi camminare accanto a me. Capita, che mi senta un lombrico sperduto in una giornata di sole. | miky | sabato 21 settembre 2002 - 16.39.14 |
| poesia Pensavo ad un pensiero che vola che sfiora le tue labbra che vola sopra ad un fiore che poi entra nel tuo cuore. | gilberto | giovedì 3 ottobre 2002 - 22.33.33 |
liberati nel cielo pensiero lontano prendi la rotta e apri le braccia vola, vola via assapora ogni istante del tuo vagare distante e se un giorno ti diranno fermati essere scostante tu continua a volare nella tua alba invernale | kiara | mercoledì 23 ottobre 2002 - 17.32.56 |
sono stanca di essere solo sangue e carne un'anima in pena che vaga sui pensieri della gente sono alla ricerca del mio nascere del mio vivere del mio morire | kiara | mercoledì 23 ottobre 2002 - 17.39.24 |
| Ragazza di strada Tu, ragazza che al buio te ne stai, lungo una strada, ad un incrocio. Aspettando chi ti può offrire un pò di felicità, tu che nella vita hai sofferto per la perdita di un tuo caro, guardi alla vita, con un pò di rimpianto, perchè avevi fatto dei progetti differenti a questi.Arriva una macchina, si apre una portiera, ti fa un cenno di salire e ti chiede quanto vuoi. Vestita ogni giorno con quel vestito che è molto corto e appariscente. Quel vestito che tu, odi perchè non lo vorresti più vedere così malandato e grinsoso. La macchina si mette in moto e cerca di arrivare in un hotel dove tu dovrai esprimerti di nuovo come ogni giorno,ogni anno fai; scendi dalla macchina con quell'aria mesta che ti porti dietro da molto. Entri in quella camera di hotel che conosci bene, aspetti che l'uomo che è con te faccia la prima mossa. Ti dice di incominciarti a spogliarti perchè vuole vedere ciò che ha comprato, ti incomincia ha toccare quei seni che hai appena scoperto, ti posa delicatamente sul letto e tirandoti giù quel che resta, su quell'esile corpo. Egli si spoglia e si posa leggermente su di te che stai lì ad aspettarlo. Quei momenti che ogni giorno fai con chiunque ti prenda su, sono momenti che passi svogliatamente perchè è l'unico lavoro che sai fare, ma ogni sera quando guardi quella gratifica che ogni giorno accumoli ti dice che almeno una cosa la sai fare bene e che ti permette di avere un vita più che decorosa. Progetti il tuo futuro con quei miseri soldi che ogni mese metti in banca e che ti permetteranno un giorno di terminarla. Luomo che giace accanto a te dorme così soddisfatto di ciò che ha fatto. Dopo qualche ora che state nel motel vi rivestite ed egli ti dà la ricompensa di quelle ore trascorse facendogli provare quello che con sua moglie non riesce ha fare. Uscita dalla porta della camera, ti fà salire di nuovo sulla sua macchina e lentamente ti riporta al tuo solito posto e ti promette che uno di quei giorni ritornerà da tè che in quei tenerissimi momenti l'ho hai reso così felice e appagato. Lui che ritorna in quella casa che ormai sente e che non ha più desidero e voglia, ma lo fa solo per i suoi figli ma non per sua moglie che ogni giorno che passa non lo appaga, che litiga per ogni sciochezza. Tu sei lunica che conti per lui. Ti prometterà che un giorno te e lui sarete felici insieme. Tu, ragazza di strada rapisci il cuore di ogni uomo. | Emanuela | giovedì 20 giugno 2002 - 20.33.18 |
| Notte fatata E' notte, le anime dei miei pensieri mi tormentano la mente, voci calpestano il mio sonno, mi sveglio, il cuscino bagnato, son lacrime,ma il buio le tramuta in ombre, ombre che mi prendono, mi trascinano nel loro mondo, mondo fatato nell'oscurità, mi giro, mi rigiro, scappo, torno nel mio universo,ma i colori sono svaniti, riprendo il possesso della mia mente, mi alzo, ma cado quando mi rialzo... mi accorgo che era un incubo, mi riaddormento e... sono di nuovo in balìa dei sogni. | Pecone | giovedì 20 giugno 2002 - 22.12.08 |
| Vorrei essere croce Occhi blu di un blu che non conosco. Mi guardi e dai tuoi abissi mi porti rugose stelle bianchi coralli leggeri cavallucci marini. Uomo blu, di mare e di terra, mi meravigli mentre riempi, al sicuro nella tenda colorata, bisacce d'acqua per il mio deserto. Tuareg compagno nomade mi meravigli mentre pulsi nel buio e nella rabbia, mentre nascondi nel serraglio del tuo cuore i passi dei miei giorni. Il tuo chiuso comunicare soffia sulle oasi e la sabbia si stempera nei palpiti del mio amore. | Fausta Genziana LePiane | domenica 28 luglio 2002 - 18.06.06 |
| Grazie Luca GLI OCCHI DI CHI HA SOFFERTO TROPPO La paura più grande dell’essere vivi è quella di non riuscire a comunicare con gli altri Ma adesso non ho più paura, e dico basta! Non vanno aumentate, ma vanno diminuite fino alla totale scomparsa. Sto parlando delle armi, quelle macchine infernali che non fanno altro che causare morte e distruzione, se non credete a me guardate negli occhi tutti i bambini dei paesi dove molti si sono arricchiti, mentre loro si sono impoveriti, non di denaro, ma di libertà, armonia, pace della propria anima. È ora di finirla! è ora di pensare al futuro, quello di non fare guerra, non fare male ma mettere pace nei cuori dell’intera umanità. Come molti, purtroppo non tutti, non ho deciso io che le persone soffrano, ma piango. Andreas | Andreas | mercoledì 18 settembre 2002 - 15.53.27 |
| Storia dell'ultimo guardiano dell'ultimo faro Schiacci le noci tra le dita, così tu hai passato un quarto di vita, un quarto di vita che non vivi più, né il cielo né il mare sono ormai più blu, i pesci non spiccano più quei gran salti, aspetti paziente navi o natanti, nel luogo dal mondo dimenticato, conservi il tuo più bel sasso levigato, quaranta conchiglie tu custodisci, dellla furia del mare ancor ti stupisci, aspetta guardiano il peschereccio, non arriverà con questo libeccio, aspetta guardiano, aspetta paziente, altrimenti non avrai vissuto per niente, aspetta e un giorno lo vedrai arrivare col suo carico di salmoni dal cuore argentato il tuo compito allora sarà terminato e noi dalla tua storia moral ne trarremo, "il nostro peschereccio per sempre aspetteremo". | jacopo | martedì 5 marzo 2002 - 13.47.23 |
| silenzio ora che di silenzio mi assordo raduno le foglie di autunni miei lontani non credo più nel vento: è dall'humus che risorge la vita | ilNek | martedì 19 marzo 2002 - 23.23.38 |
| Tre piccole pietre tre piccole pietre di pallido azzurro mani di velluto mani di seta eccedenze culturali e materiali accarezzano la fronte mi sollevo Ezra guida l'arto avviene il rendez-vous con F.T.M. futurista fuggono veloci le icone via dal monitor pixel impazziti roteano a vuoto nell'ambiente mutati in e-mail randage rifiutati & folli (clicca randage ed avrai la listata dei miei amori) in intimità con le clarisse nel salotto buono infine con stimoli antientropici raggiungo atlantideo moto cavalcante oricalco curve nel tempo onde vibrazioni un insieme forse un mandala una fusione d'alchemico impasto satanico dessert & liquidi organici casualmente sparsi dal violento impatto tre piccole pietre d'azzurro pallido. | Vittorio | lunedì 1 aprile 2002 - 22.04.40 |
| voglio un parere su quest'opera Una lacrima le attraversò il viso e poi...niente. Si ritrovò in un immenso nero senza stelle. In una spazio vuoto, solo , scuro. E cercò tra quel vuoto le sue mani, e non le trovò. E cercò i suoi capelli, e non li trovò. E cercò il suo corpo, ma scomparve sotto il peso di quel vuoto. Cercò i suoi ricordi, le parole, cercò di sentire il suo respiro, cercò qualcosa, un battito, ma non trovò nulla. E vide intorno a se sfere che raccontavano vite, e come a poco a poco le sfere si rompessero trascinando con esse le vite stesse. Camminò allungo tra sfere sospese in quel buio senza fine. Poi vide qualcosa di familiare, ecco la sua sfera, era a terra, ma le voci e le immagini sgorgavano ancora da quel mare di cristallo. Erano come acqua i suoi ricordi. Li toccò cercando di afferrarli, ma erano come l'aria. Cercò di sfiorarli, ma come acqua evaporarono e svanirono nel buio. Non provò nulla, ma si sentì più leggera.Vide una luce spuntare da quel nulla, vide le sue mani, i suoi capelli, il suo corpo. Ascoltò il suo respiro i suoi battiti. Si sollevò in alto verso quella luce, la toccò, ma si ferì. La luce svanì e lei cadde con un tonfo sordo. Il resto di questo racconto inedito inventato da me lo scriverò un'altra volta, ma cosa ne pensate? | Noelia | luned |