09/06/2003

Alla poesia del suo fuggitivo ciglio

Scendeva la notturna e silenziosa quiete che s’alza silente alla foce del
cuore,ed io,bimbetto invaghito dell’età più novella e di un chiarore do-
nato all’alba dell’occhio suo fuggente nei prati,solea canticchiare la ca-
sta e melodica voce di un tranquillo tramonto,e di un’età dell’oro ove an-
che i più accesi tra gli animi dei fior parean gingillarsi nelle acque pulite
e baciate a quel lugubre suono,ed al roseo di un notturno cantore.Chiaro
m’appariva quel suo ciglio incantevole,e bello è ora il rimembrar quell’-
era,e quelle note notturne dipinte di un magico rosa.

Francesco Sinibaldi

 

Ismira
Questa poesia l'ho scritta per una bambina serba..

Mutilata a soli otto anni
da una guerra assurda.
Nel tuo sguardo un coraggio
che non avrò mai.
A soli otto anni
sei più grande di quanto
mai io riuscirò ad essere.
Le mie ansie e paure
meschinamente si nascondono
di fronte al tuo dolore.
Mi vergogno per ogni istante
in cui non ho sorriso.

Margherita




























postato da: poesia alle ore giugno 09, 2003 15:24 | link |
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