05/09/2003

Una Poesia per PAMPARATO

CERTAMEN DI POESIA

TERZA EDIZIONE

23 AGOSTO 2003

       POESIE VINCENTI

 

 

 

     BUIO

 

 

Mi basta vedere le stelle

nel buio nero della notte

così vicine quassù

che quasi le puoi toccare.

Mi basta vedere i tuoi occhi

che specchiano il buio dei  miei

profondo più della notte

che è scesa nell’anima mia.

Mi basta vedere il tuo sguardo

che tutta mi avvolge di luce

e mostra un domani sereno

di viva palpitante speranza.

Mi basta vederti accanto

compagno di tutta una vita

vicino nel riso e nel pianto

con tenerezza infinita.

 

  

DA BOVE MARINELLA                                              
1° PREMIO

 

 

 

 

 

 

       “ADDIO”

 

La tristezza zufola fioca

e a ritmi arpeggiati si disperde.

E’ la certezza che per ogni altro addio

ci sarà sempre come ora

una rocca sperduta fra le boscaglie,

uno sguardo penetrante d’immenso,

una frase che ripercuote le tue lacrime,

tremanti di pioggia settembrina.

Spera con fervore

come la mia speranza percorre lo spazio.

Gioca all’amore

quand’anche il viandante si destreggerà a farlo.

Pensami come l’acqua fresca ai sassi,

le felci ondulanti al vento,

il tempo insinuo al destino

e le nostre albe saranno sereni giochi d’acqua

attorno alle barche sospiranti

su mille gocce di sale.

 

  

 

BELLONE SIMONA                                                       
2° PREMIO

 

 

 

 

 

 

L’IMMENSO VUOTO DELLE NOSTRE CAREZZE

 

 

Sono piccoli angeli

nati a volte per sbaglio,

sono fiori sotto la neve

sbocciati nel vento

gelido della sera

e gettati allo sbaraglio.

 

Un figlio si schianta

sulle pareti di un tunnel

fatto di buchi inesorabili,

annaspando nel rimorso

di non avere concesso

all’anima un ultimo desiderio.

 

Un figlio si nasconde

nel buio di un anonimo cavalcavia,

nell’attesa brutale

di lapidare il mondo

con la noncuranza dei fragili.

 

Un figlio

lo puoi ritrovare

nella sala d’attesa

d’una sudicia stazione,

mentre nasconde con dignità

sotto due strati di rossetto

tutta la vergogna

d’essere macchiato come “diverso”.

 

Un figlio lo puoi rivedere

per l’ultima volta

disteso sopra un gelido

letto di marmo,

pilota della notte

che ha perso la gara con la vita.

 

Sono aquiloni abbandonati

nelle mani della sorte,

demoni senza peccato

che masticano chewingum e morte

per riempire l’immenso vuoto

delle nostre carezze.

  

 

BELLINI CLAUDIO
                                               3° PREMIO




postato da: poesia alle ore settembre 05, 2003 10:38 | link |
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