28/02/2004

Come guglie del Temp...

Come guglie del Tempo...

Come guglie del tempo
scorgo mirando attorno,
le torri campanarie,
Brandola antica del vetusto castello,
Frassineti, Miceno e là, Montebonello,
e Monzone, lontano,
dai boschi secolari.
Nel pomeriggio afoso,
pallida,
spenta da diafana foschia,
ecco... m'appare,
la valle del Cogorno.
Dolci declivi
e biondi campi intorno,
di frumento maturo,
e boschi d'ombre antiche.
Cantan nel fosso, dolci,
l'acque amiche
e torno bimbo,
scalzo sui sassi,
salendo la corrente.
Un senso d'infinito
mi cresce nella mente,
s'impossessa di mè,
che... perso,
nella pace di una natura dolce,
sono felice e pago,
per ciò che provo e sento.
Un rapporto d'amore,
con ciò che mi circonda,
piano m'assale,
sì puro e naturale,
come i sapori
ed il pane di un tempo.

 

Il consiglio...

Caparbia è la memoria del passato,
rincorri ancor, la voce dei ricordi,
a risuonar riprovi i primi accordi.
resti di un bimbo che l'età ha cambiato

Cambiano i volti e mutano i pensieri
e del destino ormai s'appressa il ponte
s'affanna il tempo a corrugar la fronte
pur se ti sembra d'esser nato ieri.

Della tua corte, cos'è mai rimasto?
Un senso d'inquietudine profondo
che nel mare del tempo pesca in fondo
e non trova nè onor, nè gloria o fasto.

Dove vai dunque uomo, così in fretta?
Non sai che tutto ha fine, prima o poi?
Orsù non correre, rimani qui con noi,
ché dopo morto, nessuno più t'aspetta!



Marco Selmi



























































postato da: poesia alle ore febbraio 28, 2004 16:15 | link |
categorie:
15/02/2004

Poesie di Salvatore ...

Poesie di Salvatore Maurici

LE BANDIERE TRADITE

Quanti morti ammazzati
tanti i loro assassini
Mi ospitasti fanciulletto quando,
da sempre sconosciuti,
ignoti.
Ad ogni morto sull'asfalto
la gente manifesta in piazza
urla e si spinge
agita al cielo
le rosse bandiere,
bandiere tradite dal vento animo.
macchiate di sangue innocente.
Ustica, le sue menzogne
Gladio, i manganelli
e le bombe misteriose;
urla la gente in piazza
davanti ai poliziotti
una schiera minacciosa
qualcuno li apostrofa:
- siamo tutti compagni, -
ma gli uomini in divisa
hanno le orecchie coperte
e con gioia muovono i randelli,
quel sibilar funesto
copre il sussultar della coscienza,
perché scende in piazza
quella gente?
Per far che cosa?
qualcuno oggi cadrà per strada
altro asfalto torrido
si macchierà di sangue,
ecco un'altra lapide
parole bronzee incise
dolciastre e false,
qualcuno a sera
alzerà un triste canto.

COMPAGNO

Aprire gli occhi all'alba
lavorare impugnando la zappa,
tornare a chiudere gli occhi
e dormire,
compagno è la tua vita.
Nessuno ti ferma se sei sfinito
né trovi qualcuno che ti offre dell'acqua
se l'arsura ti serra la gola,
ì colpi di piccone violentano la terra
e segnano la tua vita.
Gli occhi ti brillano per la gioia
se la fresca brezza ti sfiora il viso,
leggera se l'afa del pomeriggio
lascia alla fresca sera.
E' ti accalori la sera
in una stanza quasi buia,
quella sera in sezione si discute
di occupare le terre del padrone.

PADRONE TIRANNO

Lasciami vivere tiranno
questa mia vita tribolata,
la fame di ogni giorno
mi fa chinare la testa
e mangio il mio orgoglio
a tutte le ore dei giorno.
- Voscenza binidica e servo vostro
debbo gridare quanto t'incontro
e sputerei la tua arroganza.
Padrone maledetto, debbo umiliarmi
spero tu possa morire
anche se la tua morte
non potrà farmi gioire
perché qualcuno in vece tua
domani verrà a sgridarmi
domani sarò ancora schiavo.

TEMPI NOVI

Vitti la povira genti
di tutti li nazioni
farisi ammazzari
appressu 'na bannera.
E l'omini putenti
cutiddiarisi a sangu
p'aviri chiù priziusi
facennu travagliari la genti
di jornu a notti.
E vitti lacrimi di sangu
scurriri a sciumi
virsati di tanti vecchi
ormai stanchi e suli.
Chi tempi sunnu chiddi nostri?
Avemu li sordi e lu binessiri
ma nun nni sapemu godiri
e nun si po’ taliarì a li spaddi
chi lu tempu curri
e nun si po'acchiappari
e la vucca china di ventu
lassa a tutti.

LA TAVERNA

Uomini immusoniti o brontolanti
altri ciarlieri
sistemati alla rinfusa
là, sopra dei banchi
se ne stanno in compagnia
di poco di buono e sfaccendati.
La brezza serale
avvolge leggera le cose
ed i pochi abitanti,
portato dal vento
un suono di fisarmonica sale
al cuore di quegli uomini rudi.
Tintinnano i bicchieri colmi
così fino a notte fonda
per tenere lontano dalle menti
il pensiero del lavoro che manca.







































































































postato da: poesia alle ore febbraio 15, 2004 18:33 | link |
categorie:
07/02/2004

Pubblicate le poesie...

Pubblicate le poesie vincenti del concorso
"Antiche come le Montagne" a.2002

(il sito del Gruppo AdP sta subendo il suo bravo lifting...)


postato da: poesia alle ore febbraio 07, 2004 14:56 | link |
categorie:
02/02/2004

ATTENZIONE, IMPORTAN...

ATTENZIONE, IMPORTANTE !!

Vorremmo attirare la vostra attenzione sul dramma che vive Alda Merini, la più grande poetessa italiana vivente, o meglio sopravvivente.
Le sue condizioni di salute non sono delle migliori e la sua depressione l'ha portata a vivere in uno stato penoso.
Vive con una minima pensione e non è autosufficiente.

Semplicemente i bloggers dovrebbero mandare un mail a uno o più di questi indirizzi:
sindaco.albertini@comune.milano.it assessore.Carrubba@comune.milano.it assessore.maiolo@comune.milano.it vicesindaco.DeCorato@comune.milano.it
con il seguente testo:

SIGNOR SINDACO (o assessore o vicesindaco), AIUTI ALDA MERINI.
La poetessa Alda Merini sta attraversando un altro momento drammatico della sua esistenza. Non è più autosufficiente.
Vive con il minimo di una pensione e ha bisogno di una persona che abbia cura di lei in ogni momento della giornata.
Vive e ha sempre vissuto di poesia.
Una città come Milano non può dimenticare una fine artista come lei.
Grazie (firmare con nome e cognome)

Un mail non costa nulla...










postato da: poesia alle ore febbraio 02, 2004 08:58 | link |
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Nome: Luca Necciai
Psicologo, webmaster |--> http://www.necciai.tk

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