PRA DI BOTTE 2005
Che spazio discreto
Nell’umile campagna.
Avvolgente, remoto.
Ricordo le poche cose di allora.
Mattoni erosi, ancora saldi,
raccontano umili storie.
Tutto tace.
Solo l’irrompere di un alto pioppo
Nella sonnolente pianura.
La strada bianca
Richiama neri viandanti
Che a passo lento
Vanno a messa.
In lontananza l’argine del canale
Solleva l’orizzonte.
Tutto intorno è più intimo e ritrovato.
Luogo d’origine
Dov’è più facile
Vivere.
ANTONIO COSTANTIN
4° Classificata assoluta "Antiche come le Montagne" ed.2005
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SENZA COLORI
Il sussurro del vento
Porta suoni lontani
Di melodie perdute nel tempo:
arpe e ghironde,
organetti e violini
cantano canzoni d’amore
e di nostalgia.
Affido ai segreti dei venti
Sentimenti e passioni,
emozioni e pensieri
per inviarli in terre
lontane
dove erbe di guerre
nascono in una notte
per non finire all’alba.
Affido ai segreti dei venti
Parole di Pace , d’Amore
E Libertà
Per disperderle nell’aria
Con melodie di arpe e ghironde,
di organetti e violini.
I sussurri dei venti
Le porteranno lontano:
senza confini,
senza scadenze,
senza colori di pelle.
CESARE VALLINA
5° Classificata assoluta
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ANNASPANDO
Annaspando fra bolle di carta,
soffocando sotto coperte ammuffite,
grido un nome senza parole,
aiuto è forse la dizione.
Chiuso nella bolla di uno sguardo,
bruciato fra due sottili piani.
Fra gli scintillii degli strumenti da chirurgo
E fra luci spente di un falso ospedale.
Nella nebbia delle inutili affermazioni,
viaggia una barca guidata da un uomo senza
ragione
deve vive quell’albero, che s’agita al vento
con rami di scheletro, stridendo il suo disagio.
Verso quella vetta di eroi abbandonati,
senza una tomba e senza un nome.
Se, potessi voltarmi a guardare tutti i passi che
Ho saltato,
se poi, potessi asciugare tutte le lacrime
che i miei occhi hanno conosciuto,
smetterei di guardare a est
sospirando per l’alba.
Fermerei tutte le volte che mi sono smarrito
Nell’oscurità di un sorriso.
Lascerei ogni sguardo al suo legittimo
Proprietario.
Felice di un niente…
Esitando fra due mondi tremanti
Cullato da una gelida mano
Spoglio della mia sicurezza.
Cosa posso fare per fermare, arrestare,
quest’ansia che corre per le mie vene?
Così tante porte di fronte a me
Senza un nome o un piccolo aiuto.
NO!!! Niente nomi o catene stringono in
questo corridoio
il mio cuore è stretto abbastanza dalle mie vene,
ancora un po’.
Forse solo una scheggia di cristallo, colei che
Dolge, rannicchiata ai tuoi piedi.
Cammino, senza la sicurezza di un angelo
Custode.
Non una ragione per custodire sogni rotti
O chiavi rubate.
Non un motivo per poter parlare ancora alle
Stelle.
Solo posso vedere la tua ombra inesistente.
Così spaurito di morire mi aggiro fra le
Camere di un palazzo infinito.
Qual è la via per uscire?
Qualcosa di vago si aggira qui.
Ansia Panico Ansia Terrore
Ansia Smarrimento Ansia Paura
Chiuso nella scatola con il mio incubo
Peggiore
Costretto a una lotta senza motivo.
LUCA BEE
1° Classificata "Progetto Primavera" 2005
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SILENZIO
Non odo
rumore
che possa
svelarmi
presenza
umana,
ma sento
dei suoni
fatati
capaci
di dirmi
l’immenso.
ENRICO GROSSO
2° Classificata "Progetto Primavera" 2005
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AUSCHWITZ OGGI
Incrostati di muschio e di piante infestanti
son oggi coperti quei luoghi di stenti.
I fili spinati
i pali marciti
i vecchi muretti distrutti e cadenti
teatro di morte, di sangue e di strazi
ormai son scrostati
dal lungo abbandono.
Le piccole stanze e le palizzate
ricordano vite,
pensieri e paure.
Ricordano giorni passati al lavoro
ricordano rabbia, terrore e violenza.
I muri son alti
i tetti caduti.
Un mondo isolato
diverso e sopito
che nei suoi ricordi
risveglia il dolore
che in ogni persona risiede nel cuore.
Son morte persone di razze diverse
ma grazie al ricordo
non verranno disperse.
STEFANO VALDEMARIN
3° Classificata "Progetto Primavera" 2005