19/12/2008

Poesie di...

GIANNI REGALZI


SCIVOLA LA VITA

Scivola la vita
come sabbia fina tra le dita
e ti lascia dentro
quello strano desiderio di Ieri.
Ma Ieri è già fantasma
e l'Oggi scivola via
come scivola
la sabbia fina tra le dita.
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NEL CORTILE C’ERA LA NEVE

Le bucce di mandarino
sulla stufa rovente
profumavano la casa.

Nel cortile c’era candida neve.

Sulle pareti si specchiavano
echi di candeline
dell’albero di Natale.

Nel cortile c’era candida neve.

La porta della camera da letto
era socchiusa.
La nonna distesa sul letto
sembrava dormisse.

Nel cortile c’era candida neve.

S’udì un breve lamento,
un sussurro, un lieve sospiro
e d’improvviso
… tuonò l’eternità.

Scese la notte e nel cortile
la neve si fece nera.
_________________________

PANTANO DI PUTRIDA NOIA

Attraverso con affanno, in solitudine
questo pantano di putrida noia
intrisa d’attesa infinita
e d’inquietante ansia.
Solo, fra gente che non coglie
l’attimo celato dalla fredda apparenza.
L’effimera certezza del visibile
mi soffoca la mente, m’insanguina gli occhi
e come armento fra gli armenti,
bruco amara nebbia
su improbabili pascoli metropolitani.
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IL TUO VELENO E’ PACE

Non può morir quest’anima
ebbra della tua essenza,
stordita dal delirio,
stracolma di speranza.
Quest’anima non paga
d’un tuo sfuggente sguardo
o d’un gelido saluto.
Il tuo silenzio è voce,
il tuo silenzio è luce,
il tuo silenzio è oblio,
il tuo veleno è pace.
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NON PULIRTI LA DENTIERA IN MUNICIPIO

Non pulirti la dentiera in municipio
te l’ho detto tante volte: “Stai attento”.
C’è l’usciere che è geloso e, se la lasci incustodita,
te la sfila di soppiatto con le dita.
L’impiegata con la gonna,
te la frega e per Natale la regala alla sua nonna.
L’assessore che è un birbante,
con la scusa della giunta comunale,
la seduta all’orinale, ti domanda:
“Fai provare?” e cosi, come un cretino,
t’accontenti di mangiar solo strachino.
La dentiera è cosa sacra
lo ripeto dal principio,
non pulirti la dentiera in municipio.
________________________

PROFUMA COME ROSA LA TUA BOCCA

Profuma come rosa la tua bocca,
candida la tua pelle come neve
il desiderio mio ormai trabocca,
e la mia vita rende molto greve.

Tu sei preziosa ed io sono cocciuto
m’hai sempre detto No, ma io insisto,
non mi rassegnerò al tuo rifiuto,
qualunque cosa fai, io non desisto.

Tu sei cerbiatta ed io son cacciatore,
celata sempre stai nella boscaglia,
ma prima o poi ti ferirò nel cuore.

Ora lo sai che non mi puoi sfuggire
tieniti pronta a dar dura battaglia
sappi che senza te, potrei morire.
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IMPRONTA SULLA RENA

Impronta sulla rena…e un vago affanno
furtivamente insinua la mia mente.
Ora la vedo, è lì, contorni netti,
concreta come l’ombra del meriggio.
Immagine riflessa d’un presente,
delirio d’un istante
che annega lentamente nell’oblio.
L’onda l’abbraccia, vigliacca e traditrice,
la bacia, la violenta e la divora.
Subito dopo il nulla;
soltanto quel profumo d’un rimpianto,
e tutt’attorno, e tutto il resto tace.


Gianni Regalzi
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16/08/2008

Poesie di... Emiliano Moncia, R.I.P.

Come ti penso stasera, Allen Ginsberg
 
come ti penso stasera Allen Ginsberg, che attraverso i carrugi
coi sacchetti della spesa tra le mani e con l’occhio alla luna,
che affamato di fatica mi sono infilato all’Ipercoop a comprare
frutta al neon, pesche e ombre! famiglie a far provviste per la sera,
scaffali ricolmi di mariti! mogli inscatolate e bimbi incellophanati:
ti ho visto, Allen Ginsberg, senza figli, vecchio frocio puttaniere,
che t’appigli alle carni del frigo per slumare i garzoni del droghiere
ti ho udito, te, chiedere in giro: chi ha stecchito le cotolette di maiale?
quanto vanno al chilo le banane? e il mio angelo custode, quanto vale?
dove andiamo stasera, Allen Ginsberg? dove punta stasera la tua barba?
così cammino coi sacchetti della spesa tra le mani, e mentre canto
le luci nelle case spente aggiungono ombre alla mia ombra,
io e te ci sentiamo soli
torneremo mai laggiù a puntare alla perduta America
dalla prua di una barca, anche ora che silenziosa è la tua elica?
ah caro padre, lunga barba nera, vecchio solitario maestro di coraggio
quante New York ho bagnato nel Lete in questo giorno di maggio
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Cucimi col sale certe affrettate
ferite, così da poter dormire
più di tutti, più tranquillo: sgraffiato
d'amore, da non saperci guarire.
Stanotte la fuliggine scrostata,
che ti cadeva sul cuore a rapire
questa tua piccola voce sgraziata,
ci si scivola in un lento sfoltire.
Ed ecco come ti sento: leggera,
quasi il ramignolo del rosmarino
sottovaso. Tu cucimi la sera
sulla schiena; la fodera di lino
già sgrana un copriletto di preghiera
e il grigiofumo della vita strina.
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Scherzo sopra Edoardo

Mia esca liscia, lascio che
tu non mi scomponga a una lisca,
sconsolandomi; e
non ti chiedo mica di
consolidarmi (tu non mi avvolgi),
se non ti volti dalle
tue logge. Ti spremi e poi
non respiri: non esprimi.
E non mi succhi i cocci
con la tua voce chioccia
e sciocca, ascolta perché
non t'argenti e non schiocchi.
Mi lasci, me che ti spero,
me che ti scoppio e non
ti spoglio i seni;
mi scontenti,
mio sonetto imperfetto,
motivetto a cui non parlo
e non canto.
E ti pianto, t'osservo,
ti ossequio i miei ossari
che tu non conti.
M'incanti ancora, come
i serpenti e i santuari.
E ti cerco, non ti sporco:
ti cedo e mi spreco, me che non ti assaggio.
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Con un'inconsistenza tale

da permettere ad ogni sillaba

di tenersi alla riva e di

non arenarsi negli spasimi

del sonno e della quiete marina

si attorcinano attorno

alla mia vita

le tue debolissime lettere d'amore
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Inverno

come quella volta che ho visto la neve in inverno
e tre cani che si lisciavano il pelo corto e bruno
e la vicina che vestita solo di una camicia aperta
usciva a stendere al sole le magliette del marito
 

il vento del mattino mio complice si opponeva
sollevandole la camicia e i seni rossi e pieni che
come due occhi l’avvertivano di lasciar perdere
scoppiando a ridere mentre si copriva e io di lei
_______________________

 

 

quattro amici

per la tristezza occorrono amanti che rasserenino
ti sussurrano cose così primaverili e assolate
che ti fanno scordare tutto come fossero d’oppio
ma oggi la mia amante si chiama solitudine
nelle giornate buone tutto è buono
e uscire nel mondo è come uscire da scuola
con ogni cosa faccio baldoria
io ho quattro amici che sono come quattro
quieti luoghi in cime a queste colline morte
quattro soste all’ombra dopo una passeggiata
li vedo quando capita e ci sto come si sta
accanto alla fontana a sentire l’acqua tremare

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lampi e istanti

l’impoetico si rivela a lampi,
si raggomitola sulle impercepite
nuove cose da cui siamo sommersi,
da sopra e da sotto il mondo:

possa il verso mio divenire pop,
acuto alla prosa, al gesto utile,
al lavoro sul layout di stampa,
possa il mio canto contenersi in un floppy;

oggi i frammenti vengono serviti
in istanti e devi stare attento tu,
se puoi, come tanti e non come tutti,
a durare poco più oltre quel vento
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L'eclisse

versami ancora soltanto uno sbuffo
asciugato di vento sulla schiena
e prosegui da sola, dolce compagna di stanza,
lungo tutta questa strada il viaggio sognato
nell'adolescenza: l'impazzata di lingue mi ha stancato
proseguimi tu il viaggio e stai certa che
non ti appannerai più con i tuoi stracci
di dubbio il cammino, perché i tuoi occhi
sapranno sbiancare il grigio viavai
di stanchezza, lo stesso che asfaltò e così bene
la mia ombra e la mia voce;
non sconterà mai più la notte la tua mano
che non indietreggia, mai sarà perduta
in un incantesimo smorto di luci;
e non ti pioverà in bocca, non un gancio di chiodi
o un lume spezzato sentirai torturarti
nelle piccole nenie dell'inverno - e se la luna,
gracchiando si aprirà dal buio, sarà solo un auspicio
del viaggio - proseguimi tu questo viaggio
e passami accanto ch'io ti guardi; e se il passo dovesse
stancarti i seni e le labbra potrai solo sfiorarmi,
e darmi tu le dita: altro non ti mostrerò se non il soffio,
sul mare calmissimo, dell'eclisse;
sarà uno smembrare d'incensi ovunque,
e fumi di rassegnazione inalarsi in chiunque, sottovoce;
tu resisti: non seguire in silenzio l'eclisse, ché a chi ha
diretto uno sguardo a due passi di danza da lei
tutto s'è annerito, e un acre fischio lunghissimo
s'è sparso nel vento, lanciato verso l'ognidove

oh partire smarrendo le direzioni,
i punti di stacco e d'approdo, l'abbraccio
incrociato per sbaglio all'eclisse sottovento,
il curvare silenzioso di grappoli d'occhi...
tu dovrai alzarmeli, questi tuoi occhi;
l'acqua che ne è uscita mi cola ancora sulla schiena

versami tranquilla uno sbuffo asciugato di vento
perché non sorga dall'acqua, di nuovo, un'eclisse
________________
____________

 

Emiliano Moncia [1973-2007]

postato da: poesia alle ore agosto 16, 2008 11:22 | link |
categorie: poesie dal forum, moncia
14/03/2008

Poesie di...

Eleonora Ruffo Giordani
...su foglie stanche

Amore,
quando scorgi un filo d'erba
ricordati di una piccola vita
che ti ama.

Quando alzi gli occhi
al cielo e preghi in
parole d'anima
sono lì:
le raccolgo e adorno di colore,
le bacio e profumo d'incenso.

Amore,
quando scorgi un filo d'erba,
asseconda il fruscio del vento
lascia cadere le tue lacrime
su foglie stanche,
affinchè possano vivere
sempre di te.

 
Eleonora Ruffo Giordani
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Gianmaria Semprini
SOGNI

Luce spirale
sorgente d’immaginifico
meraviglie immateriali
trasporto di sudore;
questo siete voi,
sogni.
Realizzazione spirituale
del nostro razionale,
concretazione istantanea
di un nostro volare.
Io vi amo, o sogni;
mi lasciate sbilanciare,
mi volete con voi volare.
Con voi cresco
ritornando dall’immaginifico al reale
arricchito.
Ieri ho sognato che ero bambino,
non com’ero,
ogni volta un altro
attraverso i miei voli puri
regalo del ricordo.
Purezza di sviluppi,
abbracci di vita
che non ci circonda.
Amore pensato e già ricambiato;
spostamenti repentini e conturbanti;
farfalle.
Bellissime uniche unità,
quotidiani rapimenti.
Quando piango
grazie,
fantasmagorici.


Gianmaria Semprini
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Tiziana Curti
ODORE D'AURORA (scherzo)

Adoro l’odore d’aurora
che riempie di sole la stanza,
adoro l’amabile aroma
di questa pregevole essenza

che adesso s’imprime alla morbida scorza,
incastro di sogno,midollo e coscienza,
un roseo pensiero richiamato a distanza
e sento che il tempo procede e non smorza
la luce di fiamma ribelle.

Quest’urlo che chiama le stelle
che ancora colora ed indora
le mani ,la faccia, la pelle,
la vita racchiusa in un’ora,

e dentro s’incastra tra fiamma e scintille,
un passo di storia che sembra d’un gioco,
si nutre soltanto con piccole stille,
con schegge di luce,con gocce di fuoco,
nel bianco chiarore d’aurora.

Tiziana Curti
postato da: poesia alle ore marzo 14, 2008 10:39 | link |
categorie: poesie dal forum
28/12/2007

S.Valentino in versi 2006

SAN VALENTINO IN VERSI – EDIZIONE 2006
Poesie Premiate

1° classificato -
RITORNEREMO ANCORA
di Emilia Fragomeni – Genova

Ritorneremo ancora

Ritorneremo ancora,
nell’autunno del cuore,
per riprenderci la nostra primavera.
Ricorderemo gioie, abbandoni
e incroci di emozioni,
gli occhi umidi di pianto…
Ritorneremo ai sussurri d’erba,
tra le rughe, per ritrovare
l’incanto di quei giorni.
E sentiremo i nostri passi
senza tempo, le mani indurite
che stringono gli anni.
E scriveremo ancora sogni
su cieli tracciati da solchi di luna,
sulle crepe dei muri anneriti
dal fumo di ricordi appassiti.
Ritorneremo all’innocenza
avvolta da bianche ragnatele
di silenzio, quando è più dolce
il vento che ci spinge,
il tempo si è posato sulle tempie
e muta già il colore dei nostri giorni …
Certo il ricordo avrà un gusto nuovo,
come di sorbe aspre nella bocca,
ma noi ricorderemo il nostro amore,
teneramente, come luce d’alba
e sentiremo sciogliere nelle vene
note struggenti di nostalgia,
nella luce fioca della sera,
nella brezza marina leggera.
Cammineremo a piedi nudi
sulla spiaggia, abbracciati
da un soffio di dolore,
prima di riperderci per sempre,
noi giovani vecchi amanti…
come allora.
______________________________________

2° classificato -
DUETTO
di Paolo Cocchia - Loreto (An)

Duetto

Io e Te
Raccontavamo le favole alle goccioline di
pioggia
sulla finestra che scendevano veloci.
Guardavamo sbocciare quel fiore, atteso
impazientemente con amore.
Io e te,
perfetti l’uno per l’altra,
senza capire il perché, cercando soltanto una
ragione,
il perché io ti ami così.
Come ci tuffavamo nei ricordi,
rivedendoli uno per uno
sui nostri volti, sulle nostre rughe, in fondo i
nostri occhi…
illuminati appena dalle candele.
Quante emozioni…
Il mio cuore che ti aspettava
vicino alle nostre fedi,
e le lacrime di gioia di mio padre,
emozionato ancor più di me
e felice perché riassaporava
l’amore vivo, come il suo per mia madre.
Amami amore mio
con la tenerezza di un bimbo
e con gli occhi dell’eternità…
Quante sono state le mie sere
a guardarti dormire , accanto a me,
bella e fragile…
quante sere ho visto in te
la mia luna, e mi sono perso
fra le tue stelle, fra il tuo cielo.
Quante sere sono passato
nel vento, con te,
a guardare la bellezza del nostro amore.
Insieme a te…
Voglio ancora una sensazione nella mia vita,
emozionare la mia anima, fino ad essere persa
negli occhi tuoi, negli occhi del mio angelo.
Ogni giorno,
ogni momento,
solo vicino a te.
___________________________________


3° classificato -
UNA PAGINA D’AMORE
di Giovanni Querci – Messina

Una pagina d’amore

Accanto al caminetto
apro il diario
della mia giovinezza,
leggo la pagina del cuore,
ingiallita dal tempo,
scolpita sulla roccia
dell’Amore.
Della fanciulla amata
affiorano i ricordi,
sul viso suo divino,
dell’aurora erano i colori;
un bocciolo di rosa era la bocca,
che si schiudeva
al primo risveglio dell’alba;
gli occhi, smeraldi;
Biondi i capelli
cadevan sulle spalle;
nel grembiule nero,
un esile corpo,
un collettino bianco al collo avea
calzini e scarpe di bambola.
Quando stavo per gustare
la dolcezza dell’Amore,
la coppa mi si infranse tra le dita.
A te soave fanciulla,
che fuggita sei col vento
della mia primavera,
ovunque tu sia,
giunga il mio grazie:
per il mio timido bacio
su quelle labbra morbide e tremanti,
odorosi petali di rosa;
per le carezze che mi hai dato,
per l’azzurra estasi d’amore,
dolce poesia della vita,
che palpitar fece il cuor,
il volto mio sbiancar.
Or che nel camino,
il pioppo è diventato cenere,
nello scrigno dorato della vita
pongo i ricordi.
La pagina d’amore è finita,
chiudo il diario. invitiamo a curiosare e
magari...chissà... al prossimo evento potreste
partecipare anche voi!
_____________________________


Premio Speciale Originalità
SAN VALENTINO “ANTA”
di Ludovica Mazzuccato S. Martino di Venezze (Ro)

San Valentino “Anta”

Ora che il tempo
è sottile
come d’estate i ghiacciai…
Ora che non discutiamo
più per uscire la sera
ma solo a chi finisce
la colla per la dentiera…
Ora che ho
le dita troppo gonfie
per volere in regalo
un solitario…
Ora che la diabete
ci tiene lontano
dai cioccolatini
e il colesterolo
dai ristorantini…
Ora che usiamo il bancomat
solo in farmacia…
Ora che i nostri unici amici
sono i presentatori dei quiz tv…
Ora, possiamo
Finalmente
festeggiare S. Valentino
___________________________


Premio Speciale Gradimento
Autore: Gazzola Tommy
Castagneto Po (To)

FIAMME D’AMORE

Soffuso crepitio,
i tuoi occhi e i miei
si fanno compagnia
come tiepide fiammelle
Il tuo sguardo
è un orizzonte
di trepide emozioni,
le tue lievi movenze
sono passi felpati
di un ballo senza fine
Il mio cuore
s’infiamma e poi s’acquieta
davanti ai tuoi silenzi
di parole incompiute
sinuosi i miei pensieri
si adagiano
sul manto candido
dei tuoi sogni argentati



LISA

Lisa,
i tuoi occhi novembrini
zampillano d’ardore,
nel profondo del mio cuore
Sorridi
e dischiudi le porte
di emozioni soavi,
mai accarezzate
Nei miei sogni leggiadri
il tuo volto fa capolino,
e sul mio petto tremante
danza lieve
la luce del tuo sguardo
Mi baci
e un brivido infinito
attraversa i miei sensi,
li scuote,
li blandisce
di amore vero, nudo
come il sorriso di un bambino
_____________________________

sul forum
http://amicipoesia.mondoweb.net/
il bando di partecipazione alla nuova edizione
(scadenza febbraio 2008)
postato da: poesia alle ore dicembre 28, 2007 10:21 | link |
categorie: poesie dal forum
16/08/2007

Poesie di...

Maria Assunta Di Mauro

Mia madre


Errare tra i prati alla ricerca della felicità perduta.
Lenire il proprio dolore tra profumi di arance e
di ciliegi in fiore.
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Speranza

Inventarsi un dolce presente
quando tutto urla, tutto piange.
Ascoltare, in un immenso dolore,
arpe e violini suonanti.
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Ricordo d'infanzia

Ballerina danzante tra i ricordi dell'infanzia.
Campo rigoglioso di ciliege
nell'abitino dipinto da mia madre;
ruderi, quali vestigia del passato,
coronano i sogni di me bambina
che avanza tra i desideri di un roseo destino
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La morte del nonno

La testa canuta sulla bara;
vecchi ricordi esalano l'ultimo respiro della vita
in una eterna richiesta del perchè.
Lamenti, quali effluvi, spargono l'infinita tristezza
giunta al suo ultimo traguardo
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Kolima

Bagliori violacei nella dorata Magadan.
Sospiri nascosti da cespugli ghiacciati.
Sangue sgorgante da fondamenta intrise di dolore;
guanto impietoso di Ezov per soffocare eternamente
l'immensa disperazione dei deportati.
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Senescenza

L'affanno del vivere proiettato tra argentei capelli;
lo smarrimento doloroso di poco ricordare si dissolve tra gli alberi fioriti
e la dolcezza infinita di chi ancora ti è accanto
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La mia Africa

Palmeti rigogliosi di frutti dorati.
Prepotente trionfo della natura.
Paura ancestrale della gazzella che fugge,
smarrimento infinito negli occhi di bimbi del color del cioccolato
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Deportazione

Il passo lento dei cavalli trasporta l'immensa carretta del dolore
verso ignoti destini.
Lacrime di sangue trasudano le ruote al mesto scandir delle ore
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La marcia del Davai

Angosciosa esistenza ghiacciata lambita dalla maestosità del Don.
Sogno irraggiungibile di splendenti girasoli.
Dolore pietrificato lungo i bordi della strada,
struggenti ricordi di un dolce passato
nello sguardo disperato dei morenti
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Maria Assunta Di Mauro
postato da: poesia alle ore agosto 16, 2007 23:35 | link |
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02/05/2007

Poesie di.. Francesco Donatini

PER QUEL CHE VALE:

Per quel che vale, voglio dirti
che nel tuo sorriso vedo
ridere le cose che ho più care:
il lavoro e la fatica,
la preghiera e il suo conforto,
il risveglio quotidiano delle cose.

Nel profumo che cattura
ancor oggi la memoria,
vedo spandersi i miei anni:
non è vero che col tempo
si guadagna di sapere
riconoscere gli errori.

Io del tempo speso insieme
vedo solo la dolcezza
del saperti innamorata,
il conforto di sentirti interessata
dei miei casi, il piacere
che mi hai dato e che ti diedi.

Vale a poco, non è ignoto
agli occhi miei: del futuro
non so niente, tranne solo
quel che manca: il sorriso,
il profumo e tanto tempo
speso bene, ma per niente.



LA STANCA COMMEDIA:

Modena è il teatro dei miei sbagli:
mi ha guardato, indifferente, sputtanare
i miei tesori, affannarmi per riuscire
a conseguire quel che è peggio.

Per adesso non dev'essere finita,
credo, ancora, la commedia:
tendo orecchio con speranza,
ma non odo tuttavia
fischi, o applausi compiacenti.



OSSERVAZIONE:

A me piace qualche volta
osservare la fatica innaturale
di chi spende di se stesso
per trovare dell'altrui.



VANITÀ:

Il tedio ingravida la terra,
e di vane creature
votate a morte l'affatica il parto.



SE DIO VUOLE:

Se Dio vuole, non mi è chiesto che d'amare.
Risvegliarmi ogni mattina col pensiero
al mio Signore che mi dona
di servirlo e di godere dei suoi doni.

Alla morte che mi attende, amica,
per gettare a terra il peso
che mi grava sulle spalle,
ed offrire al cuor la pace.

A mio padre, a mia madre e ai miei fratelli
che per anni sono stati il mio mondo.
Il cielo ci ha voluti insieme, per progetti
suoi, che non discerno e non so dire.

Alla donna che amo, e mi ricorda
quanto non mi sono sufficiente.
Il suo fascino ancor oggi resta
agli occhi miei il mistero più irrisolto.

Ai pochi amici, che divino sanno il perdono.
Non gli importa nulla dei miei sbagli
e li ritrovo sempre accanto,
angeli in terra del Signore.

Giungo a sera, e il mio solo pentimento
è stato aver amato poco,
a raffronto di quel tanto
che di amor mi è stato dato.



ORGOGLIO:

Gesti che vogliono apparire naturali,
ma tradiscono celate ostilità.
Guardinghi guardiani delle proprie miserie,
che si vogliono inviolabili tesori.

Quando pensi a quanti al mondo ce ne sono,
di individui più che certi, come te,
di appartenere ad una schietta eletta,
vergognoso torni al fraterno gregge.



SOGNO:

Molto spesso ti ho pensata ritornare:
dalla bassa risalire la collina
e affrontare, con pazienza certosina,
i tornanti, e mille cose da spiegare.



ADDIO:

Vedi bene che comunque non aiuta
crogiolarsi nei ricordi, e confortarsi
col pensiero che alla fine sarai tu
a pentirti dei tuoi sbagli.

Non aiuta, perchè ancora
(e fino a quando?), non sopporto
di sapere la tua gioia,
di vedere come infine l'hai raggiunta.

Tutto quello che mi attendo
a ricompensa dei miei sforzi,
l'annebbiarsi progressivo
dei contorni del tuo volto.
_________________
Stenelo                                                                                                     Francesco Donatini
postato da: poesia alle ore maggio 02, 2007 10:39 | link |
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25/02/2007

Poesie di... Yanez

Fragile

Passeranno le pene dal cuore
ma non la vergogna
di un
mentire
al quale consegnata
abbiamo
la nostra fragile
anima.
Travolti da rapide
parole
quelle d'amore
che
nel nostro cuore
fioriture
di primavera
delicate
e
lievi
posero.
Ora,
nessun credo
più
muoverà
la nostra sottile mano
per carezzare
un
immaginario
volto
nessun bacio
rivolto
a labbra socchiuse
timorose
le
nostre
speranze
dormiranno
e
solo
nel sogno
carezzeremo
l'Amore

_______________________________

L'abbandono

Caro,
mi sarà
quell'ultimo bacio
mentre
stancamente
cercherò
i tuoi occhi,
i miei occhi,
chiusi sipari
ora
che l'atto è finito
ora
che si tende
l'orecchio
a cogliere l'applauso,
sarò stanco
lo sò,
neppure il tempo
per un inchino
raccoglierò
solo
il tuo sorriso
per me
il più bel cielo.
Caro,
mi sarà
raccogliere
delle
stelle il luccichio
che
come un bimbo
del
buio
avrò paura,
accarezzami il capo
allora
tenero sarà
l'abbandonarsi.

________________________________

IL SOGNO DI DIO

Com'è straziante
lo scorrere lento
del tempo senza fine
nella mia solitudine
di parole
di forme
di memorie.
Fluttuando attraverso
le sfere del tempo
e del pensiero
dove tutto è niente
dove un secondo è un secolo
o neppure il tempo per capire.
Se almeno la memoria
ritenesse opportuno trasmettere
di me l'immagine
che si è persa
come di stelle morenti
vaganti il mare del nulla.
Io,nessuna forma assunta
puro pensiero
mi parlo e mi rispondo
compagno di me stesso
nella confusa assenza
che è il nulla
assente il tempo
assente la materia
assente la memoria.
E' nell'alba di un sogno
che ritorno alle chiare memorie
mi parlo e mi rispondo
ma con facce diverse
mi amo,mi uccido,rinasco
uomo e animale
albero e sasso
montagna e oceano.
Io sono questo e altro ancora
nel prolungato sognare
che al risveglio
disciolta la magia
riprendo a fluttuare
nella mia solitudine
nessuna forma assunta
mi parlo e mi rispondo.

___________________________________

SPECCHI

Volti presi in prestito,
parole ripetute
Nasco uno e divento molti
sulla mia strada
avvicino chi mi somiglia
o
divento
simile a chi mi affascina
Alla fine della mia giornata
non sarò altro
che
un riflesso
questo accadrà
nel mentre
il mio vero essere
nuova dimora
abiterà

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Di Là

Di là,
ove l'eterno movimento
quieta l'animo,
di là,
ove la bruma mattutina
trafitta
dai dorati raggi,
regala nasciture forme
sempre novelle a vedersi.
Di là,
oltre quel crinale
mi sentirò
solitario
cielo,
una sola nuvola
mi
percorrerà
leggera e maliziosa
infantile gioco
quello,
di
dargli una forma compiuta
immagine compresa.
Di là,
oltre gli alti boschi
ascolterò
la voce del vento
il canto sorgivo di primavera
che
scorre verso valle,
il grido di un aquila in amore.
Di là,
avrò il tempo
per
accorgermi
di
quanta fortuna
mi
è
stata concessa.

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Rami d'amore

Rami d'amore,
tue braccia che stringono
i mille cieli
che portano il tuo nome.
Danza
vestita di bellezza
leggera come
l'aria mattutina
danza
le prime luci del giorno
davanti
a un sole
che ti rende
splendida,.
Qualunque sia il tuo destino
è tuo
quell'eterno
movimento
che dona la vita,
tu
sei l'albero
che dona i frutti,
tuoi
i rami d'amore.

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I bambini ( piccoli adulti)

Giocano e il rumore delle voci
il rumore delle risa
lo schiamazzare totale
li accompagna.
Non protagonisti,mai lo saranno
giocano
non c'è nulla di strano
è l'età del gioco.
Giocano non senza regole
esse non sono scritte
ma impresse nei loro occhi
regole severe,cattive
ma ci sono
da sempre.
Giocano i bambini ( piccoli adulti)
dalle case umide e strette
e buie e vecchie
per scale traballanti
corrimano non li aiutano
nella discesa verso la luce
non ci sono qui
madri premurose
che li stringono al seno
a proteggere l'innocenza.
Giocano con quella solita voglia
che li prende
quando si riuniscono
e mescolano la voglia di vita
che tutti portano
come unica ricchezza.
Giocano anche se non arriva
il compagno di ieri,
incuranti di defezioni
più o meno naturali
preoccupati solo di vincere
per se stessi
non per una squadra
le regole sono severe
e prevedono vincitori
o umiliati sconfitti
con il moccio al naso
sempre più lungo
da tirare sù.
Giocano e il rumore delle voci
il rumore delle risa
lo schiamazzare totale
li accompagna,
si tacciono solo
nel momento
dell'addio
quando risalgono i gradini
e
riprendono a visionare
carte geografiche
sulle pareti scrostate
indicando con un dito
l'isola della felicità.

 
 Yanez
postato da: poesia alle ore febbraio 25, 2007 19:11 | link |
categorie: poesie dal forum
16/10/2006

Poesie di... Ave53

FINE DI UN'ESTATE

S'allungano di luce soffusa
le ombre del tramonto.
Veloce sparisce il giorno
e calano le tenebre della notte!
Svaniscono i ricordi
di un'estate ormai finita...
come la gioventù
presto svanita!

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BREZZA DI MARE


Salata brezza di mare sulle labbra
mentre al tramonto
i corpi ancora uniti
sulla calda sabbia,
lambiti dalle fredde acque,
si lasciano baciare
dagli ultimi raggi di sole
di un giorno che sta morendo!

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COGLI L'ATTIMO

Una carezza non data
è una carezza perduta
nel tempo che non ritorna.

Una parola non detta
al momento giusto
è una parola persa nel vento.

Un bacio negato
è un bacio che vola via veloce
come farfalla sui fiori
in un giardino a primavera!

Cogli allor quell'attimo,
senza lasciarlo al tempo...
Dona la carezza e il bacio
quando il cuor lo sente...
e nel domani non ci sarà
alcun rimpianto!


  Daniela Moreschini
AKA Ave53
postato da: poesia alle ore ottobre 16, 2006 16:38 | link |
categorie: poesie dal forum
20/07/2006

Una poesia di... Claudio Moica

MALINCONICA NOTTE

Mi sono seduto
a gambe incrociate nella spiaggia
per guardarti
nel tuo passaggio unico.
Come languida luna
mi hai scaldato
nel chiarore dell’alba
e come rapito
ti ho visto
scomparire nell’angolo della notte.
Forse sei poesia
d’autunno
che smorza i colori dell’attesa
e dolcemente
richiami passioni scordate;
forse sei luce
nascosta
che illumini l’inutile buio
e serenamente
indichi la stella del nord.

Solo istante
di radioso tormento
rimarrà indelebile
a memoria senza uguali
di brivido caldo.

Senza nuvole di dolore
senza pioggia improvvisa
il tuo sorriso immutabile
contorno senza storia
di labbra ricercanti.
Resterò affascinato
ad ammirare il tuo passaggio senza rientro
custode immobile
di malinconica notte.

 C. Moica

postato da: poesia alle ore luglio 20, 2006 10:26 | link |
categorie: poesie dal forum
27/05/2006

Poesie di... Stefano Parenti


Le notti di sale e d'argento


Quelle notti di sale e d’argento
che spiovono sul tuo volto
amareggiato
spolverano ricordi taciturni nel vuoto.

E ti sembra di sentire
Il filo selvaggio dell’anima

la strozzatura delle rondini
ammainate fra i rovi

la voracità delle cicale
che quando se ne vanno
scuciono l’estate.

Ma è tutto un’illusione
a chiave stretta del pensiero.

Forse l’avresti capito
se avessi mai sognato.

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E scorreva fra le unghie
- l’odio-
le vene bagnava
sature di sangue fresco
che a stenti coagulava.

Ma alla ricerca dell’uscita
trovasti un vetro ritratto
dove brindare la testa
-di un grido, il silenzio-.
L’asfalto scorrazzava
sotto i fianchi tagliati
della carreggiata
che la carne lasciava
disarmata.

Presi un tuo brandello
ne feci un alito di vita
insensata.
Nel grembo di chi ti amava
le seppie del ricordo
rivoltavano l’angoscia.

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Ologramma


Sei un ologramma
di pino
che quando si muove
finge il vento

cosi
quando parli
nascondi le labbra.

 Stefano Parenti


postato da: poesia alle ore maggio 27, 2006 09:54 | link |
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